ATELIER41

La Fotografia e la più bella delle collezioni

La prima immagine rivelata da Nicéphore Niépce

Partita Doppia · Paris Photo 2026 · Grand Palais · stand D50

La Francia forse non ha inventato le carte Pokémon. La Fotografia, sì. Nicéphore, duecento anni fa.

Nicéphore Niépce, Jeune fille à la quenouille (La filatrice), eliografia, 1825

Jeune fille à la quenouille (La filatrice), 1825

Il 12 gennaio 1826 il colonnello David Niépce mostra agli ottici parigini Vincent Chevalier e a suo figlio Charles la Jeune fille à la quenouille. Il giorno dopo, secondo Isidore Niépce, Daguerre ne viene a sapere; pochi giorni più tardi scrive a Niépce. Era una stampa eliografica. È proprio questa stampa che Atelier 41 presenta a Paris Photo, stand D50.

La Francia ha celebrato il centenario della fotografia nel 1939 per Daguerre, e il centocinquantenario nel 1989, mentre la Société française de photographie aveva organizzato già nel 1925 un centenario per Niépce, proseguito a Chalon-sur-Saône nel 1933. Da anni anche l’Inghilterra, il Brasile e la Germania rivendicano l’invenzione, nel nome di William Henry Fox Talbot, di Hercule Florence o di Johann Heinrich Schulze.

Il bicentenario ufficiale si distende su tredici mesi, dal 1° settembre 2026 al 30 settembre 2027. Quanto basta per abbracciare il 1826 e il 1827 senza dover scegliere.1

Atelier 41 entra nel dibattito con un corpo del reato: una stampa originale di Nicéphore Niépce del 1825, uno dei tre più antichi oggetti conservati che testimoniano un procedimento fotografico. È anche la prima immagine di Niépce di cui si sappia che sia stata mostrata fuori da Chalon. Lo stand D50 è condiviso con Barnabé Moinard.

L’invenzione conserva la sua parte di mistero. La sua storia, e i colpi di scena della sua rivelazione pubblica a partire dal 1839, non ne hanno di meno. Oggi si delinea una lettura ragionevole: la fotografia è nata dal lavoro paziente di un uomo piuttosto solitario, Joseph Nicéphore Niépce, nei giorni più luminosi degli anni dal 1824 al 1827.

Nicéphore Niépce, lettera a Du Bard de Curley, 30 dicembre 1821, sul Pyréolophore
Nicéphore Niépce, lettera al cugino Du Bard de Curley, 30 dicembre 1821, scritta mentre Claude si trova in Inghilterra; tratta a lungo delle difficoltà del loro motore a scoppio, il Pyréolophore. La più lunga lettera di Niépce ancora in mani private; ne resterebbero al massimo altre tre fuori dalle collezioni pubbliche. Stand D50.

Che cosa annuncia Nicéphore Niépce nel 1824

Niépce lavora alla sua grande idea, tra altre invenzioni sorprendenti. I suoi primi esperimenti risalgono al marzo 1816, dopo la partenza del fratello maggiore Claude, prima per Parigi, poi per l’Inghilterra nel 1817. Il maggiore dei Niépce ha preso in mano lo sviluppo del Pyréolophore, primo motore a scoppio della storia; ma il brevetto britannico del 1817 restituisce l’idea originale al fratello minore Joseph Nicéphore.2

Per inventare la fotografia, Nicéphore deve risolvere insieme problemi di ottica e di chimica. Alterna gli esperimenti e si concentra dapprima su un procedimento più lento, ma più prudente e più sicuro, quello che Niépce chiamerà presto eliografia e che più tardi si chiamerà fotoincisione: l’incisione all’acquaforte per mezzo della luce. Una sottile vernice di bitume di Giudea, stesa su una lastra di metallo, indurisce là dove il sole la colpisce. Un solvente scioglie poi soltanto la vernice rimasta tenera, là dove la luce non l’ha indurita, e mette a nudo il metallo in quel punto; l’acido scava allora il metallo scoperto in solchi che tratterranno l’inchiostro; si pulisce infine la vernice indurita, e la lastra può essere inchiostrata e stampata su carta.

Nel 1824 il principio è acquisito; l’incisione non segue ancora. Il 13 giugno Nicéphore incide «sul rame rosso come sulla pietra». Il 16 settembre 1824 scrive a Claude: «puoi, fin da oggi, considerare come cosa dimostrata e incontestabile la riuscita dell’applicazione dei miei procedimenti alle vedute, sia su pietra, sia su vetro».3

Queste dimostrazioni del 1824 non si sono tradotte in opere giunte fino a noi. I primi oggetti che lo sono risalgono all’anno seguente.

Nicéphore Niépce, Il cavallo e il suo conducente, 1825
Nicéphore Niépce, Il cavallo e il suo conducente (Le Cheval et son conducteur), 1825. Bibliothèque nationale de France.

Tre stampe del 1825

Si conoscono soltanto tre testimoni materiali dei primi tentativi riusciti: tre impressioni su carta del 1825, una tirata da una lastra di rame, le altre due da una seconda.

La prima, Il cavallo e il suo conducente, tirata da una lastra di rame incisa nell’agosto 1825, viene individuata da André Jammes in mezzo a una corrispondenza di Niépce con il cugino Du Bard de Curley, nel catalogo del libraio bruxellese Tristan Schwilden. È entrata nella Bibliothèque nationale de France per prelazione alla vendita della collezione Jammes, nel 2002.4

Le altre due escono da una stessa lastra,5 ottenuta a sua volta per sola azione della luce da una stampa esistente, un’eliografia: una giovane donna che fila con la conocchia, seduta accanto a una finestra, un cagnolino ai suoi piedi.

Il modello del Cavallo, la stampa della BnF, risale a un’acquaforte olandese di Dirk van der Stoop (1651), copiata dal cavaliere de Claussin verso il 1800. Quello della Jeune fille non è ancora identificato; è uno degli enigmi che il bicentenario potrebbe risolvere.6

Le due stampe della Jeune fille à la quenouille appartengono allo stesso collezionista; una sola reca un’iscrizione, ed è quella che presenta Atelier 41.

Joseph Nicéphore Niépce, Jeune fille à la quenouille, sul suo supporto annotato
Joseph Nicéphore Niépce, Jeune fille à la quenouille (La filatrice), stampa su carta tirata da una lastra di rame, immagine formata dalla luce in una vernice di bitume di Giudea, morsa all’acquaforte, autunno 1825; impressione a Digione, novembre-dicembre 1825. Immagine 132 × 107 mm, foglio 178 × 144 mm. Incollata su un antico cartone di montaggio che reca, a inchiostro, di mano di Isidore Niépce: «Première épreuve héliographique sur étain (1825) par Nicéphore Niépce / hommage de l’auteur à son parent le Colonel Niépce» [Prima prova eliografica su stagno (1825) di Nicéphore Niépce / omaggio dell’autore al suo parente il Colonnello Niépce]. Inoltre, un’annotazione a matita a margine: «1825». L’iscrizione dice «stagno»; la lastra era in realtà di rame (vedi appendice).7

La stampa, la nota, il colonnello

La nota è posteriore alla morte dell’inventore nel 1833. Registra un fatto confermato dai racconti di famiglia: questa stampa è quella che Niépce consegnò al suo parente, il colonnello David Niépce. Nominato luogotenente del re all’Île de Ré il 14 dicembre 1825, il colonnello lascia la Borgogna l’8 gennaio 1826, portando con sé diverse stampe eliografiche affidategli da Nicéphore.

Il 12 gennaio, secondo il racconto che egli stesso ne fece a Victor Fouque, che preparava una storia dell’invenzione, si presenta dagli ottici Chevalier, quai de l’Horloge, fornitori di Niépce dall’estate 1825, e mostra loro la Jeune fille à la quenouille. Daguerre, cliente della ditta, ne viene informato subito, «il giorno dopo», secondo Isidore Niépce. Pochi giorni più tardi una lettera di Daguerre arriva a Chalon; Niépce stesso, un anno dopo, dirà che Daguerre era stato informato «non so bene come».8

Charles Chevalier, raccontando la scena nel 1854 senza nominare il visitatore, «un parente di Nicéphore Niepce», ricorda un testimone: il conte de Mandelot, lo stesso la cui raccomandazione Niépce invocherà, un anno più tardi, presso l’incisore Lemaître.

È dunque con questa immagine che l’invenzione esce dall’intimità provinciale borgognona; è da essa che comincia, come Niépce aveva presentito, la storia della fotografia, o piuttosto la sua storiografia.

Nel corso del 1826 Niépce passa allo stagno e perfeziona lo stesso principio. Con l’aiuto dell’incisore parigino Lemaître, che ne tira le stampe all’inizio del 1827, ottiene il ritratto del Cardinale d’Amboise, che porterà in Inghilterra o vi si farà spedire nell’autunno 1827. Il Cavallo, la Jeune fille e il Cardinale appartengono dunque a un solo e medesimo procedimento: l’eliografia morsa all’acquaforte e stampata a inchiostro, sotto il torchio.9

Nicéphore Niépce, Cardinale d'Amboise, lastra di stagno, 1826
Nicéphore Niépce, Cardinale d’Amboise, lastra di stagno, 1826. Victoria and Albert Museum, Londra.

Epilogo: Londra, 1839

Nel 1839 i primi lavori di Niépce riaffiorano a Londra. Le prime esposizioni pubbliche della fotografia sono inglesi, provocate da una fuga di notizie sui giornali, all’inizio di gennaio 1839, a proposito di un’iniziativa francese imminente.

Il 25 gennaio 1839, alla Royal Institution, il chimico e fisico Michael Faraday presenta a più di trecento ascoltatori i «disegni fotogenici» dell’amico William Henry Fox Talbot (immagini ottenute posando oggetti o incisioni su una carta sensibile alla luce), disposti per una sera nella biblioteca tra ornamenti di cartapesta e campioni di combustibile artificiale.10

Quattro settimane più tardi, il 20 febbraio 1839, la Graphic Society tiene la seduta più affollata dalla sua fondazione: vi si attendono le stampe di Talbot. Non vengono inviate.

Ciò che l’assemblea guarda al loro posto, prestati da Franz Bauer a Charles Wheatstone ed esposti da William Brockedon, sono gli oggetti affidati a Bauer nel novembre 1827 da un francese, Nicéphore Niépce.11 Vi si vedevano, con ogni verosimiglianza, la Veduta dalla finestra a Le Gras e tre lastre incise per la stampa, Cardinale d’Amboise, Cristo portacroce e Chiaro di luna, oltre a stampe del ritratto del Cardinale d’Amboise. Sono gli stessi amici di Talbot a restituire a Niépce la sua anteriorità.

Nonostante gli sforzi di Daguerre e dei suoi innumerevoli sostenitori, ci sarà da allora, anche in Francia, una minoranza ostinata, fatta di parenti come di scienziati, a difendere la memoria di Joseph Nicéphore Niépce e il suo ruolo di vero inventore.

Gli incunaboli presentati nel febbraio 1839 sono sopravvissuti. Si trovano oggi in collezioni pubbliche: in Inghilterra, al Victoria and Albert Museum, e in Texas, all’università di Austin.

Il più celebre, la Veduta dalla finestra a Le Gras, considerata la prima fotografia dal vero al mondo, lascerà Austin per essere presentata al museo Nicéphore Niépce di Chalon-sur-Saône dal 26 aprile al 20 giugno 2027, di ritorno in Francia per la prima volta dalla sua realizzazione.12 Risale all’estate 1827: le lettere di Niépce al fratello del 27 giugno e del 18 luglio 1827 descrivono tre vedute riuscite in sei settimane, fatte con gli obiettivi ricevuti dall’ottico Chevalier in febbraio.13 Lo stesso ministero francese della Cultura, annunciando il prestito, data ormai la lastra al 1827.

Nicéphore Niépce, Veduta dalla finestra a Le Gras, 1827
Nicéphore Niépce, Veduta dalla finestra a Le Gras (Point de vue du Gras), 1827. Harry Ransom Center, The University of Texas at Austin.

Provenienza della Jeune fille à la quenouille annotata

Colonnello David Niépce; verosimilmente prestata da lui, o dalla sua famiglia, a Isidore Niépce nel 1839, a sostegno della rivendicazione di priorità, con apposizione dell’iscrizione; poi tornata nella famiglia del colonnello, trasmessa alla sua pronipote Léontine Niépce e ai suoi discendenti, la famiglia Perrault-Niépce di Sennecey-le-Grand; Sotheby’s Londra, Photographs, vendita L06430, 2006, lotto 110; collezione Michael S. Sachs, Stati Uniti. La stampa sarà presentata nella cornice dorata in cui la famiglia l’ha conservata; sul retro, l’indirizzo a matita «A. Perrault-Niepce à Sennecey-le-Grand» e un’etichetta «Perrault-Niepce», verosimilmente del 1933, quando la famiglia prestò la stampa alla manifestazione di Chalon-sur-Saône.14

Vedere la stampa allo stand

L’originale, la prima immagine rivelata da Niépce, sarà visibile allo stand D50 martedì 10 e mercoledì 11 novembre, durante le inaugurazioni, e giovedì 12 novembre alle 17, quando Serge Plantureux presenta allo stand il dossier speciale Niépce della rivista Partita Doppia, «Saggio di catalogo ragionato delle eliografie di Niépce».

Contatti
Atelier 41, Senigallia · fotografia@atelier41.org
Immagini in alta definizione su richiesta.

Appendici

Glossario

EliografiaNome che Niépce darà alle sue immagini formate dalla luce su una vernice di bitume di Giudea. Due applicazioni: le lastre uniche eseguite con la camera oscura, di cui le lettere menzionano diverse e di cui una sola è giunta fino a noi, la Veduta dalla finestra a Le Gras; e le lastre preparate per la stampa, di cui una decina, conservate, forse non sono mai state stampate. Tre soggetti stampati sono giunti fino a noi: il Cavallo, la Jeune fille e il Cardinale (vedi il dossier speciale di Partita Doppia).LastraIl supporto dell’eliografia, per lo più metallico, unico o preparato per la stampa. Quella della Jeune fille non è stata ritrovata.MordereAttaccare il metallo con l’acido là dove la luce non ha indurito la vernice. Prima del bagno d’acido, un solvente scioglie soltanto la vernice rimasta tenera e mette a nudo il metallo; la vernice indurita resta e protegge il metallo dall’acido. Gli incavi così creati trattengono l’inchiostro e permettono la stampa su carta. La vernice indurita viene tolta in seguito. A differenza dell’acquaforte ordinaria, in cui l’artista scopre il metallo con la punta, qui sono la luce e il solvente a metterlo a nudo. Fonte: Niépce, Notice sur l’héliographie, inviata a Daguerre il 5 dicembre 1829, pubblicata da Daguerre in Historique et description des procédés du daguerréotype et du diorama, 1839 (solvente: una parte, in volume, di olio essenziale di lavanda per dieci parti di olio di petrolio bianco).StampaL’immagine stampata a inchiostro su carta a partire dalla lastra. È l’oggetto qui presentato.Rame / stagnoIl metallo della lastra, che data l’oggetto: rame nel 1825, stagno in seguito («pewter» nei cataloghi del Victoria and Albert Museum e dello Harry Ransom Center, note 9 e 12). Niépce userà diverse leghe, poi il rame placcato d’argento nel 1828. Quando si associa con Daguerre, nel dicembre 1829, ha già sperimentato numerosi supporti: pietra, vetro, rame, stagno, leghe, rame placcato d’argento.

La lastra di stampa della Jeune fille à la quenouille era di rame

La nota sotto la stampa dice «sur étain», su stagno. Le lettere conservate di Niépce dicono «su rame», ed è su di esse che poggia la data. Nel 1825 Niépce incide il rame: attende le sue lastre metalliche in giugno, incide il cavallo in agosto, annuncia il 25 ottobre che farà «stampare due o tre copie di incisioni», e il 14 gennaio 1826 di aver «fatto tirare a Digione alcune prove delle [sue] incisioni su rame», che «non hanno la nitidezza e la correttezza desiderate».

Queste «incisioni su rame» sono le lastre dell’estate: il Cavallo, la veduta incisa con esso in agosto e, con ogni probabilità, la Jeune fille, la cui lastra nessuna lettera data.

Ciascuna ha potuto dare soltanto una manciata di stampe. Che tre siano sopravvissute ha del miracoloso. Le stampe del Cavallo e della Jeune fille sono dello stesso momento; nulla permette di dire quale delle tre preceda le altre. Nessuna delle due lastre di rame è stata ritrovata; né i modelli, stampe rese traslucide da Niépce.

Il 12 marzo 1826, inviando al cugino Alexandre Du Bard de Curley una stampa del Cavallo, Isidore Niépce gli riferisce il giudizio del padre Nicéphore: nota che la stampa è «debole di colore» perché «il rame non era stato morso abbastanza». L’invio del Cavallo al cugino è coerente con l’aver affidato la Jeune fille al colonnello perché la mostrasse agli ottici.

Le prove su lastre di stagno attendono il loro arrivo documentato nella primavera 1826, ordinate per la camera oscura; e Lemaître scrive il 22 gennaio 1827 di non aver mai ancora inciso lo stagno all’acquaforte.15 La stampa mostrata a Parigi nel gennaio 1826 è dunque stata necessariamente tirata da una lastra di rame.

La nota manoscritta sul supporto, verosimilmente redatta verso il 1839-1841, è esatta sulla data e sbaglia sul metallo. C’è un altro caso: l’etichetta del Petit paysage del museo di Chalon, che dice «zinco» per una lastra di stagno.

A discolpa di Isidore, egli aveva lasciato definitivamente la casa paterna nel 1822, prima sotto le armi, poi con il matrimonio nel 1825. Non è dunque testimone diretto delle prove eliografiche tra il 1824 e il 1829.

Lo stampatore di Digione, finalmente identificato

Verso il 1866 Victor Fouque chiedeva ancora a Isidore, a proposito dello stampatore di Digione a cui suo padre si era rivolto: «Chi è quest’amico di Carbillet?». La corrispondenza non lo nomina mai. Ma la storia della litografia digionese è nota. Peignot e Girault, già nel 1818-1819, ne descrivono gli inizi; il Dictionnaire des imprimeurs-lithographes dell’École des chartes ne segue i protagonisti: Mairet lascia Digione nel 1821, Berthaux-Durand verso il 1826-1827.

Nel novembre-dicembre 1825 Digione ha dunque un solo stampatore litografo in attività: Berthaux-Durand, ingegnere del catasto, che ha montato il suo torchio con due operai formati a Vienna. È quindi logicamente da lui che sono tirati i rami di Niépce.16 E si può pensare che l’annuncio della sua partenza da Digione abbia soltanto incoraggiato Niépce a rivolgersi a un professionista parigino, Lemaître.

Copertina dell'edizione della corrispondenza di Niépce a cura di Pierre Harmant
Copertina: Pierre Harmant, Niépce, Correspondance 1824-1829, 1974.

Note

Le citazioni da fonti francesi sono date nella nostra traduzione.

  1. Centenario del 1925: impulso di Georges Potonniée (Histoire de la découverte de la photographie, 1925), che fonda la sua datazione dell’invenzione sul ritratto di papa Pio VII riprodotto su vetro, andato in frantumi, la cui storia, trasmessa di seconda mano, resta incerta nelle date (1822-1824). Centenario del 1939 e centocinquantenario del 1989 sul 1839. Gernsheim impone il 1826, poi si allinea al 1827 (1982). Florence: Campinas, 1833; Schulze: Halle, 1727. Calendario ufficiale: bicentenairephotographie.culture.gouv.fr ↩
  2. Primi esperimenti: Niépce a Claude, 21 marzo – 19 maggio 1816 (MNN). Sulla divisione dei compiti alla partenza di Claude per Londra: Niépce a Du Bard de Curley, 26 novembre 1824 (BnF). Lettere patenti di Giorgio III per la Scozia, 1817, concesse a «Josephus Claude Niepce of Frith Street Soho Square», per «certain improvements in the means of propelling Boats and other vessels»: «in consequentia communicationis illi factae per Fratrem ejus Josephum Nicephore Niepce illo peregrino existente»; sul retro: «Carta Dom. Josephi Claude Niepce ejus Inventionis infra memoratae -1817» (collezione Maison Nicéphore Niépce, Saint-Loup-de-Varennes). ↩
  3. Niépce a Claude, 13 giugno e 16 settembre 1824 (ASR; Bonnet-Marignier, lettera 382 per il 13 giugno). L’acido non morde: 8 ottobre 1824. ↩
  4. Niépce a Claude, 7 agosto 1825 (ASR): «Incido su rame in questo momento un cavallo con il suo conducente». Invio a Du Bard de Curley: Isidore Niépce a Du Bard de Curley, 12 marzo 1826 (BnF), «una prova delle incisioni di mio padre». Vendita Sotheby’s, 21 marzo 2002; collezione André Jammes; BnF, Estampes, RESERVE BOITE FOL-Z-14 (22,A). ↩
  5. Confronto delle due stampe su fotografie: accidenti di lastra coincidenti (oblique che attraversano la gonna e il pavimento, segno vicino al volto, anello sul pavimento, registro sui bordi della lastra; polarità delle oblique; assenza dei cerchi di Lemaître agli angoli). Secondo esemplare: J.-L. Marignier, Niépce. L’invention de la photographie, 1999, p. 213. ↩
  6. Modello: il senso di lettura della stampa deve essere quello dell’originale (copia per contatto, poi stampa). Pista: La Fileuse di Jean-Antoine Pinchon (1772-1850), Salon del 1824, n. 1556; ringraziamo la Bibliothèque nationale de France per le sue ricerche. Il modello non può provenire dal pacco di Du Bard de Curley dell’agosto 1826 (nota 9). Appello del proprietario all’identificazione: nota di M. S. Sachs, The Classic, gennaio 2025. ↩
  7. Trascrizione dall’oggetto e dalla scheda Sotheby’s 2006 (che segnala tre sic: «Premiere», «Nièpce» ×2). Calibrazione delle datazioni di Isidore: etichetta sul retro di un Cardinale tirato da Lemaître nel 1827 che reca «1824»; etichetta del Petit paysage di Chalon, «1825» con cifra ritoccata. ↩
  8. Nomina del colonnello: Bonnet-Marignier, app. XVI. Racconti della visita: V. Fouque, La Vérité sur l’invention de la photographie, 1867, pp. 117-118, dal colonnello, che gliene fece il racconto «più volte» (p. 120); Fouque fa anche acquistare al colonnello una camera oscura, che Chevalier aveva spedito il 5 gennaio e che giunse a Le Gras il 13 (Niépce a Du Bard de Curley, 14 gennaio 1826, BnF). Isidore Niépce, Historique de la découverte improprement nommée daguerréotype, 1841, pp. 19-20. Charles Chevalier, Guide du photographe, 1854, parte III, «Souvenirs historiques», pp. 19-22, alla presenza del conte de Mandelot, Henri-Camille-Sophie Bataille (1753-1827); vedi Niépce a Lemaître, 17 gennaio 1827 (ASR; Bonnet-Marignier 404, n. 7). Chevalier fornitore: Vincent Chevalier a Niépce, 8 novembre e 7 dicembre 1825 (ASR; Bonnet-Marignier 394, 395). Lettera di Daguerre «nel corso di gennaio» 1826: Niépce a Lemaître, 2 febbraio 1827, poscritto (ASR; Bonnet-Marignier 406, pp. 751-753, n. 2 del curatore: Daguerre informato da Chevalier, di cui era cliente); risposta di Niépce del 25 gennaio 1826, perduta (ibid., n. 4; Niépce a Daguerre, 2 febbraio 1827, Bonnet-Marignier 407: «Ho ricevuto ieri la vostra risposta alla mia lettera del 25 gennaio 1826»). Un anno più tardi Daguerre chiede ancora a Niépce di «fargli avere una prova» (Bonnet-Marignier 406): non ne aveva dunque vista nessuna. ↩
  9. Lastre di stagno del Cardinale d’Amboise: pacco di incisioni di Du Bard de Curley ricevuto il 9 agosto 1826; Niépce a Du Bard de Curley, 2 novembre 1826 (BnF): il Cardinale «mi ha fornito prove più forti di tono», stampa «affidata a un cattivo stampatore del paese». Invio a Lemaître di cinque lastre di stagno, tra cui «una doppia copia di un ritratto»: Niépce a Lemaître, 2 febbraio 1827 (Bonnet-Marignier 406, n. 5). Prove di Lemaître: Lemaître a Niépce, 22 gennaio, 7 febbraio e 5 marzo 1827 (ASR). La lastra è catalogata dal Victoria and Albert Museum, Londra: Le Cardinal d’Amboise, «Heliograph on pewter (photo-etched pewter plate)», 1826 (collections.vam.ac.uk, O1387373). Soggiorno in Inghilterra e oggetti affidati a Bauer: vedi note 11 e 13. ↩
  10. Royal Institution, riunione del venerdì 25 gennaio 1839; L. J. Schaaf, Talbot Correspondence Project, blog Foundation of Photography. Si tratta della Royal Institution, non della Royal Society, davanti alla quale Talbot legge la sua comunicazione il 31 gennaio. ↩
  11. Graphic Society, seduta del 20 febbraio 1839, verbale citato da Schaaf (ibid.); vedi anche History of Photography, 2000. Invio delle prove a Bauer: Niépce a Bauer, 19, 22 e 30 novembre 1827 (ASR). Elenco degli oggetti ricostruito in base ai pezzi conservati da Bauer fino alla morte, poi dispersi, e oggi allo Harry Ransom Center e al Victoria and Albert Museum (vedi note 9 e 12). ↩
  12. Comunicato del ministero della Cultura, 3 settembre 2026; mostra al museo Nicéphore Niépce, 26 aprile – 20 giugno 2027, prestito dello Harry Ransom Center, University of Texas at Austin, che cataloga la lastra Niepce Heliograph, «Heliograph on pewter», 1827 (hrc.utexas.edu/niepce-heliograph). ↩
  13. Niépce a Claude, 27 giugno e 18 luglio 1827 (ASR); ordine di quattro obiettivi a Chevalier, 3 febbraio 1827 (AAS; Bonnet-Marignier 408), consegnati il 19; sul «campo troppo ristretto» delle prove del 1826, Niépce a Du Bard de Curley, 2 novembre 1826 (BnF). Niépce ad Aiton, 31 ottobre 1827: «le mie prove incorniciate fatte su stagno»; partenza movimentata per l’Inghilterra, fine agosto 1827. ↩
  14. Prestito a Isidore: Fouque 1867. Sotheby’s, Londra, Photographs, L06430, 2006, lotto 110: sul retro della cornice, «A. Perrault-Niepce à Sennecey-le-Grand» ed etichetta «Perrault-Niepce». Proprietario attuale: Michael S. Sachs. ↩
  15. Niépce a Du Bard de Curley, 5 giugno, 25 ottobre 1825, 14 gennaio, 16 giugno 1826 (BnF); Niépce a Isidore, 26 maggio 1826 (George Eastman Museum); Lemaître a Niépce, 22 gennaio 1827; Niépce a Lemaître, 16 febbraio 1827, e a Daguerre, 4 giugno 1827: lo stagno «fatto venire per la mia camera oscura», preferito «per le mie prime prove». Etichetta «zinco»: museo Nicéphore Niépce, Petit paysage. ↩
  16. Niépce a Claude, 13 giugno 1824; Claude a Niépce, 8 dicembre 1825 («l’amico del signor Carbillet»); Niépce a Du Bard de Curley, 14 gennaio 1826; Fouque a Isidore, verso il 1866 (Bonnet-Marignier). Berthaux-Durand e Mairet: Dictionnaire des imprimeurs-lithographes du XIXe siècle, École nationale des chartes, voci Berthaux-Durand e Mairet; Arch. nat. F/18 1891 e 1892; G. Peignot, Essai historique sur la lithographie, 1819, pp. 25 e 41; C.-X. Girault, Détails historiques et statistiques sur le département de la Côte-d’Or, 1818, pp. 15-16; scheda d’autorità BnF per Mairet (Digione 1816-1821, poi Morlaix). ↩

 17.05.2025 NOTTE DEI MUSEI ALL’ ATELIER41.

Mostra e conferenza sugli Studi fotografici dell’Africa occidentale

La storia della fotografia in Africa è iniziata nel contesto coloniale. Già alla fine del XIX secolo e all’inizio del XX, molti africani si appropriano del mezzo fotografico, aprono i propri studi e formano altri fotografi locali.


Questa dinamica si sviluppa in diverse capitali e grandi città dell’Africa occidentale, spesso in contesti coloniali, dove la fotografia diventa un mestiere urbano e uno strumento di affermazione sociale.


A partire dagli anni ’60, con la decolonizzazione, il pubblico si amplia: gli studi fotografici si riempiono di clienti, mentre aumentano anche i ritratti realizzati da fotografi ambulanti.


Gli studi si moltiplicano, soprattutto in Africa occidentale, da cui proviene il campione presentato in questa selezione, raccolta con pazienza da un collezionista della regione di Lione.

Joseph N’Kouayad (Papa-Photo), Studio Edo (photo Nuit et Jour), Studio G. Biok
R.D.C. Congo
Sei ritratti, ca. 1970-1976
Sei timbri: “Gabriel Mankou, Mouyondzi”, “Studio Photo KJM Loubomo Dolisie”, “Samuel Mouandza M’Fouati “, “Papa-Photo Studio, Joseph M’Kouayad, Madingou-gare”, “Studio photo edo, Nuit et jour, Loutété”, “ G. Biok, clic-clac”
Cinque date stampate sul retro: 19 marzo 1970, 7 giugno 1974, 21 giugno 1975, 23 marzo, 1976, 8 giugno 1976
Una grande varietà di ispirazioni e di inquadrature caratterizza questi sei studi attivi nella Repubblica Popolare del Congo negli anni Settanta.

A. Jannot (espérance), Gawe Jacob (photo Nuit et Jour), Studio Photo Sam
Bacongo, Brazzaville, Congo
Tre ritratti, ca. 1967-1974
Tre timbri: “A. Jannot, Studio-photo Espérance”
Due date stampate sul retro: 2 giugno 1967, 26 giugno 1974

Scatti originali, storie dimenticate, eleganza urbana e memoria collettiva. 🎶 Musica, bevande (alcoliche e analcoliche), delizie salate.

Presentazione e discussione con Ibrahim Sarr.

21.12.2024 Da un Solstizio all’Altro: si anuncia la IV Biennale di Senigallia

Albrecht Dürer (1471-1528). Couple de paysans dansant (Bartsch 90). 1514. Musée des Beaux-Arts de la Ville de Paris, Petit Palais.

D’un solstice à l’autre. Alors que les jours commencent doucement à s’allonger et que la Terre poursuit son orbite annuelle autour du Soleil, nous sommes ravis d’annoncer une grande célébration de la musique, de la lumière et de la photographie pour la prochaine Biennale de Senigallia.

L’administration municipale, avec les partenaires de la Biennale, ont suggéré de déplacer l’événement vers la belle saison afin que les visiteurs puissent pleinement profiter de la plage et des activités maritimes.

La foire des collectionneurs, la conférence et les rencontres avec les artistes se tiendront durant le week-end de la Fête de la Musique et du solstice d’été, créant un moment unique pour célébrer l’art, la nature et la créativité.

Notez les dates dans vos agendas : 19, 20 et 21 juin 2025, et rejoignez-nous à Senigallia et dans le monde sensible pour cette modeste occasion où musique, lumière et photographie se réuniront pour honorer les rythmes immémoriaux des corps célestes et les arts les plus pacifiques de l’humanité.

From One Solstice to the Next. As the days gently begin to grow longer and the Earth continues its annual orbit around the Sun, we are delighted to announce a grand celebration of music, light, and photography for the next Biennale of Senigallia.

The municipal administration, together with the Biennale’s partners, has suggested moving the event to the warmer season so that visitors can fully enjoy the beach and the sea activities.

The collector’s fair, the conference, and artist talks will take place during the weekend of the festa de la musica and the summer solstice, creating a unique moment to celebrate art, nature, and creativity.

Mark your calendars for June 19-20-21, 2025, and join us in Senigallia and in the sensible world for this modest occasion where music, light, and photography will come together to honor the immemorial rhythms of the celestial bodies and the most pacific arts of humanity.

Da un Solstizio all’Altro

Mentre i giorni iniziano lentamente ad allungarsi e la Terra continua la sua orbita annuale intorno al Sole, siamo lieti di annunciare una grande celebrazione della musica, della luce e della fotografia per la prossima Biennale di Senigallia.

L’amministrazione comunale, insieme ai partner della Biennale, ha proposto di spostare l’evento verso la bella stagione per permettere ai visitatori di godere pienamente della spiaggia e delle attività marine.

La fiera dei collezionisti, la conferenza e gli incontri con gli artisti si svolgeranno durante il fine settimana della Festa della Musica e del solstizio d’estate, creando un momento unico per celebrare l’arte, la natura e la creatività.

Segnate le date nei vostri calendari: 19, 20 e 21 giugno 2025, e unitevi a noi a Senigallia e nel mondo sensibile per questa modesta occasione in cui musica, luce e fotografia si uniranno per onorare i ritmi senza tempo dei corpi celesti e le arti più pacifiche dell’umanità.

19.07.2024 Si apre la mostra dell’estate : Estetica Forense

L’idea per questo catalogo è nata dallo studio paziente di un gruppo di 11 piccole stampe a contatto, che resistevano ostinatamente all’analisi. Queste minuscole stampe all’argento erano state scoperte 15 anni fa in un famoso mercatino delle pulci di New York da un noto commerciante, Lennicher, conosciuto come Lenny. Anche allora, Lenny insisteva che fossero significative e create da un fotografo molto famoso, anche se ne aveva dimenticato il nome. Nonostante le loro piccole dimensioni, chiedeva una somma considerevole per loro.

Le immagini raffigurano un magazzino abbandonato, concentrandosi su dettagli che sembrano indizi di un’indagine fotografica: chiavi appese a una tavola di legno, segni di usura sul pavimento, scarpe abbandonate e un vecchio radiatore. Per anni abbiamo cercato di vedere se queste corrispondessero a un famoso caso criminale, ma non era così, per niente.

Infatti, nel 1959, la rinomata rivista Fortune commissionò al grande fotoreporter Ralph Steiner di documentare la storia di una azienda americana di grande successo, la fabbrica di aspirapolvere Bissell. Steiner decise di raccontare la storia del successo americano partendo dalla prima fabbrica di aspirapolvere nel Michigan intorno al 1880. Nel 1959, l’edificio esisteva ancora, sebbene non fosse più in uso, e Steiner scelse di impiegare l’estetica di un detective o di un fotografo dell’FBI per condurre la sua indagine.

Così, una delle riviste di fotografia più famose al mondo pubblicò queste fotografie con l’estetica dei fotografi forensi. Ciò implica che in circa un secolo, dal 1860 al 1960, lo sviluppo della fotografia scientifica di polizia per risolvere misteri, condurre indagini e identificare criminali ha anche creato una categoria estetica distinta all’interno della storia della fotografia.

È da questa prospettiva che intendiamo presentare le 127 fotografie selezionate in questo catalogo.

05.02.2024 Prossima Biennale di Senigallia : Giugno 2025

La IV Biennale di Senigallia, dedicata alla fotografia, ha scelto come tema la “Gelosia”. Ciò significa che le opere fotografiche esposte nell’ambito della manifestazione possono esplorare il concetto di gelosia da diverse prospettive visive e artistiche. Gli artisti partecipanti possono interpretare questo tema in modo creativo attraverso le loro fotografie, dando vita a una varietà di espressioni artistiche e riflessioni sul tema della gelosia.

Si preannuncia una mostra interessante e stimolante per gli appassionati di fotografia e gli amanti dell’arte.

Sergio Marcelli – LES ITALIENS – Subscription

Dear friends of art and photography,

We are delighted to announce the publication of Sergio Marcelli’s album, titled “The Italians.” To celebrate this occasion, we are offering an exclusive subscription for art and photography enthusiasts.

Subscription Details:

  • The album will be printed in December 2023.
  • The first edition will be limited to 250 bound copies.
  • Reserved for subscribers, these copies will have a square format, either 21×21 cm or 30×30 cm.
  • Each copy will be hand-numbered and signed by the artist.
  • Copies in the larger format will be accompanied by an original print on silver salts, chosen by each subscriber from among the portraits in the album.

Subscription Prices:

To reserve your copy of Sergio Marcelli’s album, “The Italians,” we offer the following subscription options:

Signed cardboard copies, 21×21 cm format:

Subscription price: €40.00 (and €30.00 for a second copy)

Signed cardboard copies, 30×30 cm format, accompanied by an original print of your choice:

Subscription price: €200.00 (and €180.00 for a second copy)

Each of these options includes a hand-numbered and artist-signed copy of the album. Subscribers of the larger copies will receive an original print on silver salts, chosen from among the album’s portraits.

BANK TRANSFER / PAGAMENTO CON BONIFICO :

BANCA MONTE PASCHI

Viale della Vittoria 72, Jesi (AN)

CONSIGNED IT di PLANTUREUX SERGE

IT65N0103021200000000839501

Swift: PASCITM1AN9

PAGAMENTO CON PAYPAL

(choosing option “friends or family”, or please add the 5 % fees)

Paypal address : consigned@plantureux.it

Détails de la souscription : L’album sera imprimé en décembre 2023.

La première édition sera limitée à 250 exemplaires reliés.

Réservés aux souscripteurs, ces exemplaires auront un format carré, soit 21×21 cm, soit  30×30 cm. Chaque exemplaire sera numéroté à la main et signé par l’artiste.

Les exemplaires du grand format seront accompagnés d’un tirage original aux sels d’argent, choisi par chaque souscripteur parmi les portraits de l’album.

Prix de Souscription : Pour réserver votre exemplaire de l’album “Les Italiens” de Sergio Marcelli, nous proposons les options de souscription suivantes :

Exemplaires cartonnés signés, format 21×21 cm : Prix de souscription : 40,00 € (et 30,00 € pour un second exemplaire)

Exemplaires cartonnés signés, format 30×30 cm, accompagnés d’un tirage original à choisir : Prix de souscription : 200,00 € (et 180,00 € pour un second exemplaire)

Chacune de ces options comprend un exemplaire de l’album numéroté à la main et signé par l’artiste. Les souscripteurs des grands exemplaires recevront un tirage original aux sels d’argent, choisi parmi les portraits de l’album.

Dettagli della Sottoscrizione:

  • L’album verrà stampato a dicembre 2023.
  • La prima edizione sarà limitata a 250 copie rilegate.
  • Riservate ai sottoscrittori, queste copie avranno un formato quadrato, sia 21×21 cm sia 30×30 cm.
  • Ciascuna copia sarà numerata a mano e firmata dall’artista.
  • Le copie nel formato più grande saranno corredate da una stampa originale in sale d’argento, scelta da ciascun sottoscrittore tra i ritratti presenti nell’album.

Prezzi di sottoscrizione:

Per prenotare la vostra copia dell’album di Sergio Marcelli, “Les Italiens”, offriamo le seguenti opzioni di sottoscrizione:

  • Copie cartonate firmate, formato 21×21 cm:
    • Prezzo di sottoscrizione: 40,00 € (e 30,00 € per una seconda copia)
  • Copie cartonate firmate, formato 30×30 cm, corredate da una stampa originale a vostra scelta:
    • Prezzo di sottoscrizione: 200,00 € (e 180,00 € per una seconda copia)

Ciascuna di queste opzioni include una copia numerata a mano e firmata dall’artista. I sottoscrittori delle copie di formato più grande riceveranno una stampa originale in sale d’argento, scelta tra i ritratti dell’album.

Saluti fotografici,

Atelier 41

BANK TRANSFER / PAGAMENTO CON BONIFICO :

BANCA MONTE PASCHI

Viale della Vittoria 72, Jesi (AN)

CONSIGNED IT di PLANTUREUX SERGE

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(choosing option “friends or family”, or please add the 5 % fees)

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Programma IIIa Biennale di Senigallia

III BIENNALE DI SENIGALLIA RITORNO AL SENSIBILE
18-19-20 MAGGIO 2023

Palazzo del Duca, Palazzetto Baviera, Rotonda a Mare, San Rocco

Mercoledì 17 maggio

Atelier 41, ore 18.00

Accoglienza degli espositori, degli artisti, dei relatori e dei primi curiosi, presso ATELIER41, discorso di benvenuto di Enzo Carli, presentazione della mostra di Giorgio Cutini, rinfresco.

Giovedì 18 maggio —————————————————

San Rocco, dalle 9 alle 10

La bellezza materiale degli archivi

Con Daniel Girardin

Discutete i vantaggi e la relativa superiorità dell’uno o dell’altro: un vecchio archivio fotografico autentico con annotazioni e lo stesso digitalizzato in modo intelligente con commenti. Un vecchio archivio fotografico può catturare la spontaneità di un momento, mentre una digitalizzazione intelligente potrebbe non offrire la stessa esperienza coinvolgente. …

Palazzetto Baviera, dalle 10:15 alle 11

Salvare gli archivi fotografici

Con Anton Ivanov e Serge Plantureux

Le guerre non portano solo distruzione nel mondo fisico. A volte cambiano anche la direzione della storia. L’archivio fotografico testimonia in modo discreto e ostinato il variare delle interpretazioni della verità che si sono susseguite.

Ivanov, storico della fotografia lavora oggi fra Inghilterra, Germania ed Italia. Direttore della Galleria Art of Foto, dirige diversi programmi di ricerca per la conservazione dei processi di stampa analogica e la persistenza dell’arte della stampa su argento. … (nota bene: Anton Ivanov non e il personaggio conosciuto anche come Il Superiore (The Superior), che vive recluso dal mondo per distruggere lo S.H.I.E.L.D.)

San Rocco, dalle 11:15 alle 12

Baudelaire e la fotografia 

Con Jean Paul Advice

“Chi guarda da una finestra aperta non vede mai tanto quanto chi guarda da una finestra chiusa. Non c’è oggetto più profondo, più misterioso, più fertile, più oscuro, più abbagliante di una finestra illuminata da una candela. Ciò che si vede alla luce del sole è sempre meno interessante di ciò che accade dietro un vetro. In questo buco nero o luminoso vive la vita, sogna la vita, soffre la vita…”. Charles Baudelaire, “Les Fenêtres”, 1863 

Palazzetto Baviera, dalle 15:00

Workshop Collodio umido e cianotipia

Con Massimo Marchini e Alberto Polonara

Palazzetto Baviera, dalle 15:00 alle 15:45

Dialogo con Sue Park

Con Sue Park

Nata in Corea del Sud ma attiva negli Stati Uniti, Sue Park è una fotografa del silenzio immersa nel mondo naturale e animale. I suoi scatti, realizzati nei vari paesi e continenti del mondo, sono in grado di raccontare un mondo incontaminato dall’uomo, dove la natura diventa sempre protagonista indiscussa. Le foto di Sue Park sono attualmente esposte a Palazzo del Duca, nella mostra “Sounds of silence.”

Palazzetto Baviera, dalle 15.45 alle 17.00

FOTO PERDUTE, FOTO RITROVATE, TESORI DI PICCOLI E GRANDI COLLEZIONISTI

Con i collezionisti: Zaven Parè, Alexandre Steger, Andrea Daher e Estelle Hassenforrder, chi hanno allestito le mostre del primo piano al Palazzetto Baviera

Collezionisti parlano al pubblico. In particolare, raccontano dell’immenso piacere di cercare negli archivi alla deriva o abbandonati idee, elementi di un puzzle da ricomporre, secondo la propria ispirazione e i propri gusti artistici o estetici.  …

Palazzetto Baviera, dalle 17.15 alle 18

Dialogo con Sandy Skoglund 

Con Sandy Skoglund 

Attiva da oltre quarant’anni nel mondo dell’arte, Sandy Skoglund si muove realizzando installazioni ambientali dal sapore fiabesco, quotidiano e perturbante. La fotografa e installation artist statunitense offrirà ai presenti un prezioso preludio di quella che sarà la sua prossima mostra fotografica a Senigallia, nelle sale di Palazzo del Duca. 

Centro Città di Senigallia dalle 18.00 alle 20.30

Inaugurazione del percorso fotografico, Premio La Muta, Partenza da Piazza del Duca

24 progetti in gara per 4 premiati. Voto pubblico su 3 giorni, risultati sabato 20 maggio alle ore 20:00.

Venerdì 19 maggio ———————————————–

Palazzetto Baviera, dalle 9 alle 10

Pechino, 1967, frammenti di una rivoluzione

Con Solange Brand e Inès Plantureux 

Assunta a 20 anni dall’amministrazione per l’inaugurazione dell’ambasciata francese a Pechino, dopo il riconoscimento della Cina popolare da parte del generale De Gaulle, Solange Brand ebbe l’occasione di vivere in diretta i cambiamenti e i moti suscitati dalla Rivoluzione Culturale Cinese degli nella metà degli anni Sessanta. Il suo racconto fotografico a colori ci offre una prospettiva inedita e sul campo di un momento storico che avrebbe cambiato per sempre le sorti del mondo. 

Palazzetto Baviera, dalle 10:15 alle 11

La Direzione Regionale Musei Marche, l’ICCD e la fotografia 

Con Luigi Gallo, Carlo Birrozzi, Alessandra Pacheco e Cristiana Colli

Palazzetto Baviera, dalle 11:15 alle 12

Esiste una foto grezza, nel senso del Art Brut ?

Con Nicolas De Vigne, Salomé Alary, Margot Dubois, Clément Thomas, Lucas Vanelstraete, Université Polytechnique Hauts-de-France, Valenciennes 

La fotografia è una tecnica che cattura e rende visibile, un mezzo di espressione che crea l’illusione di una “presenza”. Come il visibile porta al leggibile, non si può fare a meno di decifrare la fotografia. Una fotografia ha quindi sempre un’identità, è legata a uno stile, è intrappolata dall’estetica, come potrebbe essere grezza?

Foro Annonario, ex-Pescheria dalle 12:00 alle 18:00

Fiera, mostra mercato libri, fotografie antiche

Rotonda a Mare, dalle 15:30 alle 17:45 

L’eredità della fotografia: Doisneau, Giacomelli, Morath, Schapiro 

Con Francine Deroudille Doisneau, Theophilus Donoghue, Kurt Kaindl, Katiuscia Biondi Giacomelli, Simone Giacomelli, Vittoria Mainoldi e Maurizio Guidoni

I direttori delle fondazioni fotografiche Mario Giacomelli, Steve Shapiro, Robert Doisneau e Inge Morath dialogano sull’importanza del patrimonio fotografico a stampo famigliare, in un discorso che rintraccia l’eredità come tesoro da preservare e comunicare al futuro. 

Rotonda a Mare, dalle 18:15 alle 19.15

Omaggio a Pierre Apraxine

Con Jean Poderos, biografo di Pierre Apraxine

Unitevi a noi per una conferenza e una tavola rotonda in omaggio al nostro amico e mentore Pierre Apraxine, un rinomato collezionista di fotografie d’epoca che credeva nel potere di trasformazione della “fotografia come arte”. Ha sviluppato un’arte di collezionare le opere e di esporle con eleganza e rigore, con una messa a fuoco acuta e una moderazione per raggiungere la purezza. Oggi, l’esemplare collezione che egli ha riunito per Howard Gilman è entrata a far parte del Metropolitan Museum di New York. 

Rotonda a Mare, dalle 19:15 alle 20.00

Fotografia nella sfera di cristallo, workshop omaggio a Pierre Apraxine con Patrizia Lo Conte ed Enea Discepoli

Cinema Gabbiano, dalle 21 alle 23

Infinito: L’universo di Luigi Ghirri

Con Matteo Parisini (regista del film)

Luigi Ghirri non è stato solo un fotografo di fama internazionale, ma anche un assiduo scrittore. Il film, diretto dal regista bolognese Matteo Parisini ripercorre le tappe fondamentali della vita e dell’arte del noto fotografo italiano, alternando i luoghi della vita di Ghirri ai testi dei suoi scritti, letti per il grande schermo dall’attore Stefano Accorsi.  

Sabato 20 maggio —————————————-

San Rocco, dalle 9 alle 10

La fotografia di Gemmy Tarini

Con Enzo Carli 

Nato nel 1894, Gemmy Tarini è ricordato come un fotografo dal grande rigore critico, promotore di quella che è diventata col tempo la nuova fotografia italiana. Amico e collega di Giuseppe Cavalli, viene inserito con lo scatto “La passeggiata” nel prestigioso testo Fotografia, evolvendo poi il suo stile con tagli e chiaroscuri unici. L’incontro lo ricorda e indaga la sua arte, spesso dimenticata, anche nel territorio. 

San Rocco, dalle 10:15 alle 11

l fotografo senza fotografie 

Con Leonardo Badioli (e Serge Plantureux)

Spesso la storia della fotografia è ancora incompleta. Lo storico si allontana dalla ricerca di vecchie stampe o addirittura di negativi, per rintracciare modesti indizi. Leonardo ha studiato la corrispondenza di un fotografo italiano di cui non si hanno finora prove certe, il marchese Giovanni Eroli di Narni. Con nostra grande gioia, Leonardo ha scoperto che il marchese era in corrispondenza con altre figure altrettanto misteriose della storia della fotografia italiana: forse un elemento di luce verrà da due misteri. 

Leonardo Badioli è appassionato di storia. Originario di Senigallia, qualche anno fa ha ritrovato negli archivi locali un set di fotografie di Luigi Naretti, il primo fotoreporter in Eritrea, che saranno esposte alla prima Biennale di Senigallia nel 2019. A lui si devono anche “Il ditto del Diavolo”, sul banchetto del 31 dicembre 1502, “Numero 170 anni sul velluto”, storia della spiaggia di Senigallia, o il romanzo “La casa del Turco ».

San Rocco, dalle 11:15 alle 12

Il collezionismo POP

Con Maurizio Gudoni e Vittoria Mainoldi 

Collezionare non significa necessariamente essere ricchi, anzi. È in realtà possibile collezionare anche con poco, soprattutto quando si parla di cultura pop e di media riproducibili con grande facilità. L’incontro vuole sviscerare i nodi di un collezionismo sempre più popolare e alla portata di tutti, che affonda le proprie radici in una cultura oggi sempre più diffusa e commerciabile. 

Rotonda a Mare, dalle 15:00 alle 16:00

Dialogo con Paolo Ventura

Con Paolo Ventura e Mario Trevisan

Nato nel 1968 a Milano, città nella quale è tutt’ora attivo, Paolo Ventura è una voce unica all’interno dei moti artistici odierni. Fotografo e scenografo, realizza operazioni che uniscono la pittura al collage e alla fotografia, dando così vita a immagini inedite. L’artista sarà anche in mostra da giugno presso Palazzo del Duca, dove esporrà elaborati ispirati proprio alla città di Senigallia. 

Rotonda a Mare, dalle 16:00 alle 17:00

Collezionisti italiani a dialogo 

Con Corrado Molgora, Ettore Molinario, Mario Trevisan e Francesca Bonetti

Come si comincia a collezionare e perché gli esseri umani sentono il bisogno di farlo? L’incontro tenterà di rispondere a questi interrogativi, rintracciando nel bisogno del collezionista uno scopo per il singolo quanto per la collettività, nella missione che intende preservare il passato in virtù di un futuro sempre più incerto. 

Rotonda a Mare, dalle 17:00 alle 17:30 

La collezione immaginaria 

Con Maurizio Galimberti

Rotonda a Mare, 17:40

La fiscalità del collezionista

Con Paolo Ludovici

Rotonda a Mare, 18:20

Maria Spes Bartoli: la prima fotografa marchigiana

Con Simona Guerra

Nata a Senigallia nel 1888, Maria Spes Bartoli vive a stretto contatto con la realtà artistica del tempo, cercando di farsi largo in un mondo del lavoro che era dominato dagli uomini. Ha dimostrato col tempo una forte indipendenza professionale, ottenendo nel 1927 la licenza professionale per la vendita di articoli fotografici. 

Rotonda a Mare, dalle 20 alle 22

Premiazione Concorso La Muta, festa e ricevimento

Con Atelier 41

Nella cornice della nota piattaforma sul mare si terrà la premiazione del concorso artistico La Muta, con tanto di musica dal vivo a fare da accompagnamento in quella che si preannuncia come un’occasione di festa e celebrazione. 

La BIENNALE DI SENIGALLIA si inserisce nell’ambito del progetto Senigallia Città della Fotografia, promosso dalla Regione Marche e realizzato dal Comune di Senigallia e da Atelier 41 in collaborazione con la Fondazione Cassa di Risparmio di Jesi.

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